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Quante volte hai sentito parlare di SEO. ?


Di sicuro la Search Engine Optimization è un elemento chiave se si vuol crescere online attraverso i propri contenuti e si vuole avere un pubblico di lettori che vada al di la della nonna, della zia e degli amici più stretti.


Tuttavia non è semplice essere in cima ai motori di ricerca e si deve continuamente “lottare” con migliaia di altri contenuti validi.


Ma quindi come è possibile posizionarsi in maniera ottimale ed essere gradito agli occhi di Google?


Voglio condividere con te 7 tecniche avanzate che possono aiutarti fin da subito a rendere i tuoi contenuti molto più semplici da trovare.


Ti avviso: questo non è il solito articolo dove ti dicono di scrivere tot volte la keyword principale o nel quale ti ricordano che la metadescription è importante. Ho intenzione di condividere dei consigli reali e avanzati per ottimizzare la SEO in maniera intelligente.


Pronto? Via!

 

SEO significato

 

 

Prima di proseguire e scoprire queste 7 tecniche per migliorare la tua Seo. voglio fare un piccolo excursus per capire cosa voglia dire SEO.


Come già anticipato il termine sta a significare letteralmente Search Engine Optimization.


Cioè?


La Search Engine Optimization è in parole povere il modo in cui Google stabilisce quali contenuti far vedere all’utente. Se ad esempio apri Google e cerchi “come cambiare le ruote dell’auto” il motore di ricerca ti restituirà una lista di risultati su contenuti riguardanti proprio questo argomento.


Questa selezione avviene grazie all’analisi delle keyword contenute in una pagina web e in base ad altri fattori che ti mostrerò.


Chi si occupa di scrivere questi testi, articoli per il web deve farlo quindi in maniera tale che lo stesso Google lo identifichi come un contenuto che possa aiutare il lettore a risolvere il suo problema.


La SEO pertanto è proprio quella “disciplina” che permette di realizzare dei testi che siano riconosciuti dal motore di ricerca.


Questo a cosa serve?


Se scrivi un contenuto, un articolo, un post che non è ottimizzato dal punto di vista SEO difficilmente qualcuno lo leggerà.


Immagina che un tuo articolo finisca in 20esima pagina, quante probabilità di sono che qualcuno scorra fino a li per andare a leggerlo?! Meno di zero.


Proprio per questo è importantissimo andare a realizzare contenuti seguendo dei principi ben specifici che permettano ai tuoi articoli di essere quanto più in alto possibile nei motori di ricerca.


Bene, chiarito questo andiamo a vedere quali sono queste 7 tecniche!

 

#1 I link interni non sono casuali

 

Partiamo subito alla grande con una tecnica SEO. davvero molto interessante che riguarda nello specifico i link interni.


Ok un po’ tutti sanno che i link interni sono un ottimo strumento: permettono all’utente di vedere altri articoli e migliorano la sua esperienza sul sito.


Tuttavia il loro utilizzo è influente anche dal punto di vista SEO in quanto possono essere associati a delle keyword secondarie. Assolutamente questi non devono essere utilizzati in maniera casuale ma devono essere sfruttati in maniera intelligente.


Cosa voglio dire?


Immaginiamo di scrivere un articolo sulla ricetta della pasta al forno, contestualmente potresti pensare di inserire link interni su keyword correlate quali:

  • Tempi di cottura pasta
  • Attrezzatura per cucinare la pasta
  • Come condire la pasta


Che linkano ad altri articoli sul tuo sito.

 

In questo migliorerai la SEO del tuo articolo (e in generale del tuo sito) e permetterai ai tuoi utenti di passare ad altri contenuti che, per loro, sono di sicuro interesse.

 

Quindi prima regola: Utilizza i link interni su keyword secondarie e non in maniera casuale.

 

Ti consiglio di leggere assolutamente:

 

 

#2 Ottimizzazione SEO immagini: non ci avevi pensato..

 


Quando si parla di contenuti ottimizzati SEO. e di scrittura online molti copywriter dimenticano che i motori di ricerca danno una grande importanza anche alle immagini.


Un contenuto completo e accattivante infatti passa anche per il giusto apporto visivo e, come ben sai, anche l’occhio vuole la sua parte.


In linea di massima le giuste immagini possono aiutare il tuo lettore a capire di cosa stai parlando e, contestualmente, possono aiutare Google a capire se si tratta di un qualcosa di valido per i suoi utenti o no.


Ma come si possono ottimizzare le immagini?


Considera che con l’avvento del mobile i motori di ricerca si aspettano che i siti web siano sempre più responsive, veloci e ottimizzati per la visualizzazione da smartphone.


Questi attributi passano anche per quelle che sono le immagini le quali devono essere:

  • Quanto più piccole possibile (in modo tale che però si vedano bene).
  • Con un titolo completo
  • Con un attributo ALT inerente


Già questi tre punti permettono di avere delle immagini che, oltre ad essere funzionali in quanto permettono al tuo lettore di capire di cosa stai parlando, aiutano anche Google a indicizzarle in base all’argomento.

Considera comunque che in linea di massima le immagini non rappresentano il criterio di giudizio principale dei motori di ricerca ma sono in ogni caso elementi che migliorano il proprio ranking.


Leggi anche:

 

 

#3 La LSI per l’ottimizzazione SEO

 

La LSI, ovvero la Latent Semantic Indexing, è “un’arma” importantissima che utilizza Google per valutare e giudicare i contenuti.


Per poter comprendere cosa vuol dire semantica latente è giusto fare un passo indietro e analizzare in che modo ragiona il motore di ricerca.


Fino a qualche anno fa, agli inizi della SEO. e di tutte le diverse tecniche di posizionamento, apparire in alto nei motori di ricerca non era una cosa così complessa. L’algoritmo di Google infatti era molto meno evoluto rispetto ad oggi e utilizzava come unico strumento (o comunque uno dei pochi) l’individuazione del numero di keyword.


In parole povere: quante più keyword c’erano in un contenuto, tanto più quel contenuto era ritenuto valido.


Questo tipo di meccanismo ha però dato vita a tantissimi contenuti farciti di keyword ma che poi di contenuto davano ben poco all’utente.

Con questo concetto arriviamo alla LSI ormai fondamentale per una corretta ottimizzazione SEO.


Con l’evoluzione dell’algoritmo Google è in grado di individuare i testi che realmente danno del valore analizzando anche quella che è il loro contenuto.

La LSI è in sostanza il modo in cui Google scova in maniera intelligente keyword e soprattutto…sinonimi.

Proprio così! Al giorno d’oggi è importantissimo rendere i propri testi quanto più UTILI possibile servendosi di sinonimi e termini affini con
l’argomento
.


Quindi cosa devi fare?


Invece di tappezzare gli articoli di keyword è molto più intelligente utilizzare tanti sinonimi di quella keyword che facciano capire a Google che il contenuto è valido.


In più i sinonimi permettono di rendere l’esperienza utente molto più piacevole e ottimizzata.


Un ottimo testo su SEO e contenuti semantici è:

 

 

#4 Ottimizzazione SEO e broken links

 


Se ti dico broken links sai di cosa sto parlando?


Come abbiamo detto nel paragrafo dedicato ai link interni, avere una buona quantità di link che rimandano alle pagine del tuo sito è un ottimo incentivo per la SEO.


Tuttavia si possono verificare delle situazioni nelle quali Google si imbatte in broken links.


Letteralmente questi sono “link rotti” e, nello specifico, sono link che non portano da nessuna parte ma che rimandano ad una pagina 404.

Quando il numero di questi link inizia ad essere eccessivo Google se ne accorge e penalizza pesantemente il sito rendendolo meno visibile.


Ma come si generano questi link e come è possibile ripararli?


Solitamente un broken link si genera nel momento in cui si linka ad un contenuto che, molto semplicemente, non esiste più

Se ad esempio qualche anno fa hai scritto un articolo sull’email marketing che per qualche motivo hai cancellato, tutti gli articoli che linkavano lì avranno automaticamente dei broken links al loro interno.


Ripararli è un’azione fondamentale. Purtroppo non è semplice individuarli manualmente nel senso che potrebbero esserci decine e decine di articoli con broken links.


A questo proposito ti consiglio un tool molto utile. Si tratta di Screaming Frog grazie al quale puoi individuare tutti i broken links e ripararli.

 

#5 Aggiornare i contenuti ma con moderazione!

 

Una cosa che Google considera fondamentale per garantire contenuti di qualità ai propri utenti sono gli aggiornamenti.


Pensaci un attimo: se dovessi consigliare una lettura ad un tuo amico gli consiglieresti un libro non aggiornato o uno che contiene tutte le informazioni più recenti sull’argomento?


Ecco, Google ragiona proprio allo stesso modo e considera pertanto come più attendibili i contenuti aggiornati.

ATTENZIONE PERO’!


Aggiornare contenuti non vuol dire stare lì ad aggiungere o rimuovere parti in continuazione in quanto, ogni volta che aggiorniamo, Google ci mette un po’ ad aggiornare a sua volta il contenuto.

Il problema è che continui aggiornamenti potrebbero portare il motore di ricerca ad etichettare il tuo contenuto come “poco attendibile”.


Quindi come aggiornare in maniera sicura?


Il consiglio che ti do a questo proposito è di monitorare costantemente quelli che sono gli aggiornamenti sui vari argomenti e di effettuare le modifiche tutte in una volta.


Facciamo un esempio pratico: se hai scritto un articolo sulla ricetta della pasta al pesto e sono usciti dei nuovi aggiornamenti, raccogli tutte le notizie e inseriscile nell’articolo modificandolo una sola volta.

In questo modo verrai premiato da Google che riconoscerà il tuo articolo valido da un punto di vista SEO e ottimale per i suoi (tuoi) utenti in termini di contenuti.

 

Un testo che ho trovato molto utile a tal proposito è:

 


#6 Link farm e link building

 


Restiamo in ambito link e di soluzioni per ottenere dei collegamenti al proprio sito web. Come ti ho già detto in precedenza i link sono un elemento fondamentale da punto di vista SEO.


Avere tanti collegamenti infatti è per Google un ottimo indicatore che gli permette di affermare che il sito o l’articolo in questione è particolarmente affidabile.


Ma come si fa ad avere link in ingresso?


Purtroppo si sono diffuse nell’ultimo periodo tantissime “link farm” (letteralmente fabbriche di link) che permettono in poche parole di acquistare link in ingresso.


Questo assomiglia un po’ al meccanismo che regola l’acquisto di follower su instagram, pratica sbagliatissima come spiego nell’articolo dedicato a come aumentare i follower su instagram.

Anche in questo caso l’acquisto di link è sbagliato in quanto, nella maggior parte dei casi, si va incontro a link da parte di siti non sempre affidabili.

Questo per Google è un qualcosa di assolutamente negativo che può penalizzare il tuo sito.


Per ottenere dei link in ingresso validi hai due opzioni
. La prima è quella di scrivere contenuti di qualità che rimandino ad altri blog e siti.

Considera che al giorno d’oggi praticamente tutti utilizzano dei programmi (Analytics in particolare) per monitorare il traffico.


Se un webmaster nota che arriva un buon traffico da un sito andrà a controllare questo sito. Se poi il sito ha contenuti di qualità è facile che questi link siano ricambiati.


La seconda opzione è invece un tantino più diretta. Si potrebbe pensare di contattare direttamente il proprietario di un sito web e decidere di scambiarsi link di qualità l’un l’altro.


Il link building se fatto bene può portare dei risultati davvero molto interessanti.

Un ottimo testo sulla link building è:

 

 

#7 Velocità SEO. meglio avere una Ferrari

 


Un indicatore fondamentale per migliorare la SEO. del tuo sito è la velocità che ha quest’ultimo. Devi sapere infatti che Google, in fase di analisi, dà molta importanza alla velocità con la quale il sito carica le pagine.


Più un sito è lento, meno sono le probabilità che il motore di ricerca valuti positivamente quello stesso sito.

Per comprendere qual è la velocità del tuo sito puoi utilizzare strumenti come GTMetrix il quale ti permette di ottenere tantissimi dati interessanti. Quelli più importanti sono senza dubbio la velocità di upload ed il numero di richieste.


Considera che un sito web abbastanza performante dovrebbe avere un tempo di upload intorno ai 2 secondi ed un numero di richieste inferiore a 100.
Una cosa importantissima che devi sempre ricordare è di non monitorare la homepage del tuo sito ma un articolo o contenuto specifico.


Ma che si fa nel caso in cui il sito sia troppo lento?


Il web è pieno zeppo di strumenti che puoi utilizzare per velocizzare il tuo sito (te ne linko uno qui) ma ci sono delle azioni che puoi svolgere subito per migliorare le prestazioni:

  • Riduci le dimensioni delle immagini
  • Utilizza un hosting ottimale
  • Riduci il numero di file Java Script o CSS


Ricorda che avere un sito rapido, oltre a garantire una buona ottimizzazione SEO, ti permette anche di garantire un’esperienza piacevole agli utenti che lo frequentano.

 

Consiglio finale

 

Come abbiamo visto ci sono alcune regole da rispettare per migliorare la SEO. del proprio sito web.


Al di là delle nozioni tecniche che abbiamo visto in questo articolo c’è da dire anche che per una buona ottimizzazione SEO è importante considerare Google come una persona fisica e non come un robot.


Considera che il motore di ricerca più famoso al mondo sta cambiando rapidamente in modo da essere sempre più preciso nella valutazione dei diversi contenuti nei quali si imbatte.


Quando scrivi un articolo o realizzi un contenuto fallo cercando di dare valore REALE a chi ti legge e non giusto per soddisfare delle “regole matematiche” che ti permettano di salire nel ranking.


Più un contenuto è di valore, più sarà apprezzato anche dal motore di ricerca.

 

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